Danno Esistenziale: quando si costituisce? Come poter avere un risarcimento?
Ti è mai capitato di aver subito un illecito, ovvero un’ingiustizia tale da determinare un significativo peggioramento della qualità della tua vita, una sofferenza esistenziale intesa come perdita di occasioni, una limitazione alle normali attività quotidiane, relazionali e di sviluppo personale?
In ambito legale questa ricaduta viene definita danno esistenziale, una forma di danno non patrimoniale riconosciuto come illecito civile risarcibile ai sensi dell’art. 2059 c.c.
La sua quantificazione avviene in via equitativa sulla base di criteri tabellari e giurisprudenziali.
Il danno esistenziale può manifestarsi attraverso:
– Rinuncia ad attività abituali: abbandono di sport, hobby o passioni.
– Compromissione delle relazioni: sopravvenute difficoltà nei rapporti familiari o sociali.
– Sconvolgimento dei ritmi quotidiani: che possono avere una ricaduta in ambito sociale o lavorativo
– Perdita di occasioni di vita e cambiamento peggiorativo nelle abitudini
– Cambiamenti forzati che limitano lo sviluppo della tua persona
Per ottenere un risarcimento il danno esistenziale deve essere provato: non basta dichiarare di aver sofferto; servono riscontri concreti e specifici (Art. 2697 c.c.).
I mezzi di prova più richiesti sono:
- prove documentali (certificati medici, documenti che attestino cambiamenti di vita come trasferimenti, abbandono di scuola/lavoro, ecc.);
- testimonianzedi persone vicine che possono confermare il cambiamento nelle abitudini o nello stato d’animo della vittima;
- consulenza tecnica d’ufficio (CTU)psicologica nel caso siano presenti elementi di disagio clinicamente valutabile.
Per la quantificazione economica i giudici fanno riferimento a tabelle che offrono parametri utili a una base di calcolo uniforme per poi esprimere un giudizio finale in base al principio di personalizziate del danno, alle particolarità del caso concreto e ai precedenti giurisprudenziali.
Attenzione ai tempi: la richiesta di risarcimento può avvenire in genere entro i 5 anni.
il termine di prescrizione infatti stabilisce che il diritto al risarcimento si può esercitare entro 5 anni dal momento in cui il danneggiato ha piena consapevolezza del danno ricevuto o subito. Nel caso di un figlio minorenne si calcolano 5 anni dal raggiungimento della maggiore età essendo che solo da adulto può rendersi pienamente conto del pregiudizio e agire di conseguenza.
Come ottenere il risarcimento del danno esistenziale?
I modo più efficace per avviare una richiesta di risarcimento di un danno esistenziale è rivolgersi a uno studio in grado di offrire una consulenza legale specializzata in materia, unitamente a quella psicologico forense.
Presso lo studio https://dikepsiche.it collaborano tra i migliori avvocati e psicologi forensi esperti in materia.
La consulenza viene condotta in team consentendo di:
– formulare un’ipotesi quanto più realistica del possibile risarcimento
– offrire indicazioni precise sulla raccolta delle prove
– presentare una domanda risarcitoria in cui la parte legale sia avvalorata da una valutazione psicologica specificamente orientata alla quantificazione del danno.
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